Hotel Tirolo

Dove siamo

Via delle rose 9, Sestola

Torna a Fanano il Presepe Vivente più bello dell’Appennino!

presepe vivente fanano

Oggi vi segnaliamo un immancabile appuntamento per chi avrà la fortuna di trascorrere le festività natalizie nel nostro Appennino.
Quest’anno si ripete infatti a Fanano la rappresentazione del Presepe Vivente, tradizionale evento a cadenza biennale che vede le vie del paese trasformarsi nel teatro della natività.

Siamo giunti alla quarta edizione della rappresentazione che coinvolge i volontari dell’Associazione Presepe Vivente e la partecipazione dell’intero paese.
Il 24 Dicembre e il 5 Gennaio le luci di Fanano si spegneranno e lasceranno spazio a lumi fiochi rendendo unica l’atmosfera.
Per l’occasione si aprono inoltre le porte delle cantine più nascoste, viene data la possibilità di accedere ai cortili interni dei palazzi più antichi di Fanano e tutto il paese diventa cornice di una splendida messa in scena che consente di calarsi a pieno nella vera natura del Natale.

presepe vivente fanano prigioni

L’evento rappresenta quindi un’occasione unica per esplorare angoli nascosti del paese e addentrarsi nella vita di una volta della nostra montagna, potendo apprezzare e ammirare i vecchi mestieri, interpretati dai più di 200 figuranti fananesi.

presepe vivente
Non perdetevi quindi la possibilità di immergervi nella Fanano di una volta, girando per vecchie cantine adibite a osterie e antiche botteghe.
La rappresentazione diventa così per chi assiste, uno spaccato di quella che era la vita montanara dei secoli scorsi, mostrando numerose tradizioni, dalla lavorazione del legno o del ferro fino alla macinatura della farina con i metodi di “una volta”.

 

Ecco qui sotto una raccolta di immagini scattate da noi nelle scorse edizioni!

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Noi sicuramente non mancheremo di fare una visita al Presepe Vivente e ci teniamo già da ora a fare i complimenti ai tanti volontari che stanno lavorando in questi giorni per far sì che la manifestazione abbia lo stesso successo degli scorsi anni!

Presepe vivente a Fanano

“San Nicolò: torta buna e neva in cò” | Il patrono di Sestola tra storia e tradizioni

 

san nicolò patrono sestola chiesa parrocchiale
La Chiesa parrocchiale di San Nicolò a Sestola

 

L’articolo di oggi parla del patrono di Sestola, San Nicolò, festeggiato come nel resto del mondo il 6 Dicembre.

Al santo, meglio conosciuto anche come San Nicola, sono dedicate a Sestola la chiesa parrocchiale che vedete in foto, risalente al XVII secolo e rimodernata più recentemente ai primi del 1900, dove si svolgono le principali messe, ed un piccolo oratorio riedificato nel 1696 all’interno della corte del Castello, ammirabile appena entrati sulla destra.

La festa, vista anche la sua vicinanza all’inverno, ha dato vita a un detto molto conosciuto tra i sestolesi che così recita:

A San Nicolò, torta buna i neva in cò” che tradotto dal dialetto significa

“Per san Nicolò, torta buona e neve in testa”

Secondo la tradizione infatti è di buon auspicio preparare una torta per celebrare il patrono e se così sarà fatto, e soprattutto se sarà buona, il santo premierà i paesani con una bella nevicata.

Se avete voglia di sciare quindi non aspettate, preparate gli ingredienti e mettetevi al lavoro!
E quando la promessa non veniva mantenuta e non si verificava la magia della caduta dei fiocchi di neve dal cielo, i sestolesi, durante la processione, portavano le effigi del santo a testa in giù, per spronarlo a fare di meglio la prossima volta.

La torta che solitamente viene preparata per questa festa è la Colomba Sestolese, un dolce tipico del nostro paese con un ripieno molto ricco di ingredienti.

colomba sestolese sestola
Colomba Sestolese

I paesani difficilmente rinunciavano alla preparazione della colomba, anche in periodi di guerra quando certi ingredienti erano molto difficili da reperire.

Questo non fermava comunque la voglia di preparare la torta tradizionale, ricorrendo magari all’escamotage di sostituire alcuni ingredienti con ciò che si aveva a disposizione.
A questo proposito rimane famosa la frase detta dal fornaio di allora durante la Seconda Guerra Mondiale quando, vedendo arrivare tutte le colombe al forno per essere cotte (all’epoca infatti nella maggior parte delle abitazioni non si aveva un forno proprio), disse: “Ci sarà pure la guerra, ma la colomba non manca mai!

 

Noi dell’Hotel Tirolo non potevamo tirarci indietro da questa tradizione…

Colomba sestola sestolese

In più abbiamo riservato una piccola sorpresa per voi!

Ecco qui sotto il video con le fasi salienti della preparazione della colomba!

Un’ultima curiosità riguardante San Nicola è che proprio da lui nasce la figura di Santa Claus e quindi di Babbo Natale.
Narra infatti la leggenda che il santo regalo tre mele rosse ad altrettanti bambini poveri che il giorno dopo scoprirono essersi trasformate in oro.
Da qui la tradizione, conservata in molte città, di scrivere una lettera a San Nicola (o Santa Claus) durante la vigilia del 6 di Dicembre e poi ricevere il giorno dopo un regalo!

I 10 motivi per visitare Sestola in Inverno

Conclusa la parentesi estiva, incominciamo a prepararci al cambio dell’armadio e ad accogliere a braccia aperte la stagione invernale, piena di meraviglie soprattutto nel nostro territorio.

Per questa ragione abbiamo cercato di concentrare le cose più belle dell’inverno nel nostro Appennino con la lista dei 10 motivi per i quali bisogna assolutamente visitare il nostro territorio in inverno.

A cadenza settimanale, ogni Martedì, aggiorneremo l’articolo aggiungendo ogni volta un motivo in più, fino a completare l’elenco quando l’Inverno sarà ormai alle porte!

Vi chiediamo anche di commentare in fondo all’articolo o sulla nostra pagina Facebook con i motivi che voi ritenete fondamentali per la nostra montagna!

 

Buona lettura

 

 

1) Alzarsi presto alla mattina per godersi le piste appena battute

pista monte cimone

 

Alzarsi la mattina presto, soprattutto in vacanza, richiede una gran motivazione e una buona forza di volontà e sembra quasi che per tirarci giù dal letto servano le cannonate!

Ma oggi vogliamo darvi un ottimo motivo per farlo.

I grandi appassionati di sport invernali (sci e snowboard) sanno di cosa stiamo parlando ma è sempre bene ricordarlo: le piste appena battute sono un vero incanto.

È quindi consigliabile arrivare agli impianti in tempo per l’apertura, per potersi godere al meglio quelle immacolate discese che aspettano solo di essere percorse.

Chi può infatti descrivere la sensazione che si prova scendendo lungo le piste appena battute sapientemente dai gatti delle nevi?

Plumcake al cioccolato

Per arrivare al meglio a questo momento consigliamo di arrivare alle piste dopo aver fatto una buona colazione. E cosa c’è di meglio del nostro plumcake fatto in casa o delle nostre crostate con le marmellate per arrivare con le energie giuste sulle piste?

 

 

 

Crostata ai mirtilli

 

Questo è il risveglio che riserviamo a tutti i nostri ospiti, anche a quelli audaci che decidono di salire agli impianti di primo mattino.

 

 

 

E se dopo la colazione le luci dell’alba accompagnano l’inizio della nostra giornata non possiamo che essere più contenti di aver fatto questo piccolo sforzo mattutino.

alba sestola

 

alba sestola

Insomma, non resta che augurarvi…Buona prima discesa!

 

 

2) Scoprire come cambiano Sestola e il Cimone di stagione in stagione

tirolo10

Ognuno si sa ha la sua stagione preferita, anche se è difficile dire in quale stagione sia meglio visitare Sestola e le montagne che la circondano.

C’è chi ama godersi le camminate estive e i picnic all’aria aperta e chi preferisce osservare i colori magici dell’Autunno, apprezzando i funghi della stagione. Chi non vede l’ora di utilizzare le proprie attrezzature sportive per scendere velocemente le piste del Cimone e chi invece rimane incantato vedendo la natura sbocciare nuovamente dopo l’inverno.

Noi stessi non sapremmo dire in quale veste preferiamo Sestola e le sue montagne.

Una cosa che certamente ci affascina è vedere come lo stesso luogo, con il cambiare delle stagioni, si riveli sempre in maniera differente, mostrando sempre aspetti nuovi da scoprire.

Fontana Bedini
Fontana Bedini

E quale stagione è meglio dell’inverno per vedere molto cambiato un luogo conosciuto in un’altra stagione?

La stagione è infatti in grado di cambiare i lineamenti e le fattezze di un paesaggio, regalandogli un’aria totalmente diversa.

E lo stesso motivo è valido per visitare il territorio nelle altre stagioni per chi lo conosce solamente d’inverno!
Quante volte durante una camminata ai piedi del Cimone si pensa a quanto le distanze siano accorciate quando si hanno sci ai piedi e neve sulla terra. Ma in fondo la lentezza è un modo per apprezzare meglio ciò che ci circonda e il valore della montagna.

Anche il nostro albergo, l’Hotel Tirolo, si presenta in maniera diversa e i nostri Ospiti che ci conoscono sanno che possono apprezzare tante cose differenti a seconda che vengano a trovarci in Estate o in Inverno.
hotel tirolo sestola inverno e estate

Per esempio rilassarsi all’ombra dei nostri castagni in estate o leggere un buon libro davanti al camino acceso d’inverno!

 

Qui sotto trovate una galleria di immagini poste a confronto in stagioni differenti!

 

 

 

3) Tornare bambini costruendo un pupazzo di neve

pupazzo di neve sestola

 

Giunti al terzo motivo della nostra lista non possiamo che essere ispirati dalla prima spolveratina di neve dell’anno e condividere con tutti quanti voi un gesto pieno di magia che vi trasporterà indietro di qualche anno, ricordandoci uno dei tanti motivi per cui è bello essere bambini d’inverno.

Stiamo infatti parlando della magia del pupazzo di neve.

Infatti, se certamente è stupendo vedere la neve posarsi e creare lentamente un soffice manto imbiancato, bisogna pensare che allo stesso tempo tutta la neve che cade è materia prima utilissima per chiunque non veda l’ora di fare un pupazzo di neve.

Dopo aver ammirato quindi il paesaggio mutare colorandosi di bianco, è l’ora di indossare un bel paio di guanti e mettersi all’opera.

L’occorrente per costruire un bel pupazzo di neve è abbastanza semplice:  è sufficente una manciata di bottoni, una carota, qualche ramo secco trovato in giardino e soprattutto un buon lavoro di squadra!

In alternativa, perché no, è possibile utilizzare anche due castagne, magari proprio quelle dei nostri castagni, per fare gli occhi del pupazzo e dargli un tocco autunnale!

E non preoccupatevi, non c’è bisogno di portarvi da casa tutto questo, basta chiederlo alla nostra reception e vi daremo tutto l’occorrente!

Qui sotto trovate alcune fotografie dei pupazzi di neve costruiti nel nostro giardino negli ultimi anni!

 

 

Ecco invece il video del 2014 in cui si vede l’arrivo della neve e l’immediata costruzione di un pupazzo davanti all’ingresso del Tirolo!

 

 

4) La crescentina sulle piste


crescentina monte cimone tigella

 

La rivista Forbes ha recentemente definito l’Emilia Romagna come il luogo con la cucina migliore del mondo.

Questo certamente anche grazie al contributo dei tanti piatti tipici dell’Appennino e alla tradizione culinaria montanara che conosciamo bene e che merita una menzione nella nostra classifica!
Uno dei piaceri di una giornata invernale in montagna infatti è quello di fare una pausa dalla sciata o camminata e farsi prendere per la gola dai tanti prodotti tipici del territorio in uno dei rifugi che potete trovare ai piedi del Cimone, raggiungibili con gli sci o a piedi.
E se ai piaceri della gola aggiungete come cornice una giornata di sole splendente, vi sembrerà di stare dentro una delle pause più appaganti della vacanza.

Anche noi ne abbiamo approffitato e ci siamo goduti il momento strizzando l’occhio a una delle commedie italiane più note degli anni ’80 come vedete nella foto in alto.

A voi capire di quale citazione stiamo parlando…

Per non essere da meno anche voi, vi basterà seguire i nostri consigli e appena scatterà la stagione invernale potrete scattare una foto uguale a questa.

La prima cosa da fare è adocchiare un buon rifugio dove potersi godere al meglio questo break per palati buoni.

Se volete arrivare sulle piste ancora più pronti, consigliamo di chiedere in reception alcune informazioni sui rifugi della zona, lo staff dell’Hotel Tirolo sarà contento di svelarvi i migliori ristori sulle piste secondo le vostre esigenze e gusti.

Al rifugio basterà chiedere una Tigella, condita con ciò che più preferite (anche se la tradizione la prevede con il pesto modenese e formaggio Parmigiano-reggiano grattugiato).

Non ci possiamo esimere quindi dall’opportunità di spiegare anche noi la differenza tra crescentina e tigella. Con quest’ultimo termine infatti ci riferisce originariamente ai dischi di terracotta o pietre che venivano rese incandescenti nel fuoco e che venivano impilate in un’apposita struttura di legno e alternate con l’impasto che, cuocendosi e aumentando il proprio volume, diventava appunto la “crescentina”.

La crescentina rappresenta l’esempio perfetto di cibo tradizionale per una pausa rapida e succulenta e vi invitiamo a provare i tanti rifugi per diventare dei veri esperti e provare le differenze di preparazione tra un luogo e l’altro!

 

5) La fiaccolata dei maestri di sci

 

fiaccolata scuola sci sestola cimone

 

Tra i numerosi appuntamenti da fissare in calendario a Sestola non possiamo non citare la fiaccolata della Scuola Italiana Sci di Sestola.

Tradizione vuole infatti che il primo giorno dell’anno ci si ritrovi a Passo del Lupo poco prima del tramonto per assistere al calare del sole direttamente dalle piste da sci e vedere poi i maestri che scendono lentamente lungo la pista, disegnando un’unica, affascinante scia luminosa.

L’atmosfera è davvero speciale.

Inizialmente si vede un unico lumino in lontananza che avvicinandosi si suddivide in tante piccole luci, tante quante gli esperti sciatori che scendono sapientemente davanti ad appassionati e turisti in attesa di godersi lo spettacolo.

La fiaccolata termina con un bracere acceso nel piazzale in modo che ci si possa riscaldare più facilmente, aiutati magari anche da un buon vin brulè servito dai rifugi rimasti aperti per l’occasione.

Qui sotto ecco alcune immagini scattate da noi negli ultimi due anni!

 

Ci teniamo particolarmente a partecipare ai festeggiamenti della Scuola sci di Sestola, una vera e propria istituzione del nostro paese e del comprensorio del Monte Cimone e grazie alla quale tutti noi abbiamo imparato a sciare!
Fondata nel 1961, prima in Emilia Romagna, conta ad oggi più di 50 maestri di sci pronti ad assistere chi si avvicina agli sport invernali per la prima volta e chi invece vuole perfezionare la propria tecnica.

Vi sarà capitato anche di sentir parlare delle doti canore di alcuni di loro…e infatti esiste un gruppo di maestri con la passione per il canto.

Noi abbiamo avuto la fortuna di ascoltarli cantare l’inno dei maestri di sci durante il pranzo sociale che hanno svolto all’Hotel Tirolo e non potevamo non riprenderli!

Eccovi qui sotto il video!

 

 

Se avete imparato a sciare a Sestola molto probabilmente avrete avuto modo di conoscerli, se invece non avete mai indossato un paio di sci, farlo sotto la sapiente guida della Scuola di Sci di Sestola è un ottimo motivo per venire al Cimone a imparare e apprezzare il nostro Appennino anche con gli sci o lo snowboard!

 

 

 

6) La ciaspolata immersi nella natura

Ciaspolata monte cimone

 

La montagna, non ci stancheremo mai di dirlo, ha molti modi di essere vissuta.

Spesso vi mostriamo le immagini di sciatori sulle piste del Comprensorio del Cimone, ma vivere la montagna per molti significa anche immergersi completamente nella natura e farlo apprezzando a pieno il silenzio e la pace che solo un bosco innevato in inverno possono regalare.
Sono tanti gli appassionati di montagna che scelgono di praticare uno dei tanti sport alternativi agli sci e allo snowboard per provare queste emozioni, ad esempio indossando un bel paio di ciaspole e camminando sui tanti percorsi possibili nel nostro territorio (senza trovarsi a fine giornata con i piedi ghiacciati!).

Avete mai pensato infatti all’emozione che può dare esplorare la pineta intorno al Lago della Ninfa con le ciaspole ai piedi?

Ciaspolata monte cimone sestola

Le ciaspole, o racchette da neve, sono da sempre uno strumento utile per muoversi agilmente nonostante la coltre di neve a terra ed erano originariamente fatte con una struttura di legno e con corda intrecciata o anche con fili di ferro posti al centro della racchetta per sorreggere i piedi (ma quest’ultime decisamente più pesanti e difficili da utilizzare).

Alcuni di questi tipi di ciaspole potete vederli ancora oggi nel Museo della civiltà montanara al Castello di Sestola!
Con gli esemplari più moderni oggi, che possono essere noleggiati direttamente sulle piste, chiunque può intraprendere i percorsi dedicati agli appassionati, avendo anche la possibilità di partecipare a una delle tante uscite collettive con apposite guide GAE che vengono organizzate per ogni fine settimana.

Rimanete in contatto sulla nostra pagina Facebook o chiamateci per sapere le tante iniziative a cui potete partecipare con le ciaspole e provare anche voi l’emozione di vivere la montagna in un modo diverso dal solito!

 

7) I piaceri di un camino acceso

 

camino hotel tirolo sestola

 

Con l’abbassamento delle temperature di questi giorni viene facile pensare a uno dei piaceri più grandi che si possono immaginare in una giornata invernale.

Chi è infatti che non sogna ad occhi aperti immaginando il momento in cui, dopo una giornata in montagna, potrà finalmente rilassarsi davanti a un bel camino acceso?

Il camino è da sempre un luogo di socialità davanti al quale in famiglia ci si raccontavano le storie, oltre ad essere utilizzato molte volte anche per cucinare.

Inutile dire ad esempio che le crescentine o le caldarroste cotte al camino abbiano tutto un altro sapore!
Ancora oggi si percepisce quell’atmosfera magica mentre si osservano le fiamme cambiare perennemente forma, il legno scoppiettare e contribuire a riscaldare in tutti i sensi l’ambiente circostante, sia con il calore che con la luce che viene diffusa.
Se poi si ha la fortuna di assistere a una bella nevicata, la cornice diventa davvero perfetta, e quel che manca per rendere indimenticabile il momento è solo una cioccolata in tazza da degustare, un buon libro da leggere o un AperiTirolo servito proprio davanti al camino!

hotel tirolo sestola

La vista da una finestra della sala del camino, dopo una bella nevicata!

 

Cosa aspettate? Il camino aspetta solo voi!

 

 

8) La magica atmosfera natalizia per le vie del paese

sestola natale
Foto di Matteo Pradelli

 

Ebbene sì, leggendo i punti precedenti ormai lo avrete capito: Sestola nel periodo invernale si riempie di magia, e ben si percepisce l’atmosfera delle vacanze natalizie e dei tanti racconti legati all’inverno che pervadono il paese.

Oltre all’aria di festa che si respira, il paese intero si riempie di dettagli e novità, che fanno in modo che siano sempre tanti i turisti incantati dopo una passeggiata in paese.

Basti pensare per esempio alla slitta di Babbo Natale che lo scorso anno è stata posizionata in Piazza della Vittoria e dove è rimasta fino a Febbraio inoltrato, per permettere ai tanti amanti del nostro paese di poter scattare una foto ricordo!

slitta

L’atmosfera natalizia comincia a farsi strada a Sestola ben prima del 25 di Dicembre.

Per tradizione infatti si festeggia, in occasione del ponte dell’Immacolata (8 Dicembre) la festa di Benvenuto Inverno.

Tre giorni di eventi e di iniziative per dare il via alla stagione invernale nel modo migliore!

Nei giorni che seguono poi, capiterà a molti di vedere numerosi bambini, accompagnati dai genitori o dai loro nonni, girare nei dintorni di Sestola con dei sacchetti pieni di muschio. E’ infatti quello il periodo ideale per togliere il muschio dai sassi e conservarlo per poi preparare, ognuno nelle proprie case, il presepe!

Infine non possiamo non parlare delle luminarie, che percorrono ed illuminano l’intero corso del paese.

Anche quest’anno la scelta della tipologia di luminarie da allestire è stata rimessa ai cittadini e ai turisti di Sestola, che hanno potuto votare sulla pagina facebook dello Iat del Cimone, la proposta che preferivano tra le 4 presentate.

Pronti a immergervi nella magia di Sestola?

9) La discesa con la slitta (o il bob) sulla neve

slitte pian del falco
Slitte a Pian del Falco negli anni ’70

 

In tanti a Sestola, con l’avvicinarsi dell’inverno, recuperano dalla propria cantina le slitte e i bob: sanno infatti che si sta avvicinando il momento ideale per il loro utilizzo!

La slitta è sempre stata una vera e propria icona per i bambini sestolesi, mezzo fondamentale per spostarsi durante l’inverno, utilizzata anche per andare a scuola più rapidamente (poichè la maggior parte delle volte le strade del paese non venivano pulite come oggi e rimanevano bianche per giorni) ma soprattutto per divertirsi nel tanti pomeriggi trascorsi con i propri amici nei campi innevati.

Tanti a Sestola ancora conservano gelosamente la propria slitta, per anni curata nei minimi dettagli e tenuta sicuramente come un oggetto rappresentativo di tanti ricordi.

 

slitta a sestola
Patrizia e Federica nei primi anni ’70

Anche oggi i bambini si divertono utilizzando le slitte dei propri genitori, quelle moderne (ne esistono anche di pieghevoli) o i bob, più semplici da utilizzare.

Se non avete una vostra slitta o bob non preoccupatevi, a Pian del Falco o a Passo del Lupo troverete i negozi di noleggio dove potrete scegliere il mezzo più adatto e divertirvi, grandi e piccoli, lungo le apposite discese innevate ai piedi del Monte Cimone.

Il nostro consiglio è quello di andare a Pian del Falco, se volete avere più spazio a disposizione e soprattutto se volete provare a percorrere la strada vecchia che scende fino a Sestola, chiusa alle macchine e quindi lasciata innevata quasi nella sua interezza. Chi invece preferisce un luogo più animato può andare al Lago della Ninfa, dove ugualmente troverà gli spazi adatti per divertirsi, immerso in una cornice naturale davvero unica!

 

Dunque, avete voglia di una bella discesa?

 

 

10) L’incanto del nostro albergo in inverno

hotel tirolo inverno sestola

 

Come ultimo motivo per convincervi a passare le vostre vacanze a Sestola in inverno, non potevamo che inserire il nostro albergo, il Tirolo.

Per godervi al meglio i punti precedenti infatti, occorre avere un luogo accogliente in cui sistemarsi e nel quale sapere di far ritorno dopo una giornata trascorsa tra piste da sci o sentieri di montagna.

Un doccia rigenerante in camera e poi un buon tè caldo (o cioccolata in tazza) al nostro bar, l’ideale prima di sedersi a tavola e concludere la giornata nel migliore dei modi, gustando le prelibatezze della cucina emiliana e montanara, preparata seguendo le ricette gelosamente tramandate di generazione in generazione.

Pronti per immergervi nella tipica accoglienza emiliana?

Vi aspettiamo!

 

 

 

 

 

Quali sono invece i motivi secondo voi per cui bisogna assolutamente visitare l’Appennino in Inverno?
Scrivetecelo nei commenti qui sotto!

I 10 alberi imperdibili dell’Appennino Modenese!

Spesso si parla dei primati dell’Emilia Romagna per quel che riguarda le tradizioni culinarie e i tanti prodotti caratteristici della nostra terra.

Recentemente, però, è emerso un altro primato di cui bisogna andare fieri: l’Emilia Romagna è la regione con più alberi in Italia.

Non potevamo quindi non fare una selezione degli alberi che a nostro avviso meritano di essere visti e che si trovano nell’Appennino Modenese, ai piedi del Monte Cimone nei dintorni di Sestola e Fanano.

 

Ecco i 10 alberi che abbiamo selezionato e fotografato per voi!

 

 

1- L’acero secolare di Fattoria Poli

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Questo bellissimo acero può essere raggiunto percorrendo due strade, entrambe danno la possibilità di godere di vedute uniche del nostro Appennino.

Si può infatti percorrere a piedi il sentiero che porta fino a Fattoria Poli partendo dall’ultima curva prima di Pian del Falco (partendo da Sestola) giungendo dopo circa 20 minuti di cammino all’acero.

In alternativa in macchina, seguendo le indicazioni per l’Agriturismo del Cimone  e di lì proseguendo per poche centinaia di metri.

Una volta raggiunto l’acero siamo sicuri che rimarrete incantati nell’ammirarlo con alle spalle il Monte Cimone e tutto il crinale appenninico.

 

 

 

 

 

2- Il ciliegio di Ca’ Frati

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Via di Ca’ Frati è una strada che permette di attraversare la valle e che unisce la strada che porta da Sestola a Pian del Falco alla strada che da Fanano porta al Cimoncino.

Spesso viene utilizzata come scorciatoia per chi desidera spostarsi da un paese all’altro.

Offre la vista del panorama su tutto il crinale dell’Appennino, dal Corno alle Scale fino al Monte Cimone.
Proprio osservando le nostre montagne vi capiterà di vedere un albero all’orizzonte. Da lontano sembra piccolo ma in realtà si tratta di un ciliegio di notevoli dimensioni se visto da vicino!

L’abbiamo selezionato per il magnifico profilo del panorama che contribuisce a disegnare guardando verso l’orizzonte.

 

 

 

3- Il faggio di Pratignana

 

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Il Lago di Pratignana è un luogo che non ha bisogno di presentazioni, meta di grande interesse per gli studi sulla flora caratteristica del lago e per le tante leggende che lo riguardano.

Una volta raggiunto il lago percorrendo il sentiero sulla destra giungerete sotto un faggio secolare dove regna il silenzio e dove si respira aria di pace.

 

 

 

 

 

4- Il pioppo di Trentino (Fanano)

trentino1

 

Trentino, piccola frazione di Fanano, è una località che spesso viene attraversata da chi giunge dalla Fondovalle per raggiungere più brevemente Sestola.

Lungo la strada capiterà di vedere un pioppo proprio al centro della carreggiata.

Abbiamo scelto questo albero che è ormai caratteristico di Trentino per mostrare la saggia scelta che fu fatta di non tagliarlo e lasciare che crescesse, adeguando i bisogni dell’uomo alla forza della natura.

 

 

 

 

 

5- La Faggia grossa di Sestola

 

Faggia Grossa

 

La Faggia Grossa di Sestola è situata lungo il sentiero 8 che porta da Sestola a Pian del Falco e che vi abbiamo descritto in questo articolo.

Facilmente raggiungibile percorrendo il bellissimo sentiero che parte proprio vicino al nostro albergo.

Il faggio vede il suo tronco dividersi per poi riunirsi nuovamente creando una forma davvero unica.

 

 

 

 

 

6- I castagni dell’Hotel Tirolo

 

castagno3

 

In questo caso siamo sicuramente di parte ma non potevamo non inserire i tre castagni secolari che si trovano nel nostro parco giardino.

Nelle nostre montagne sono tanti i castagneti, come quello di Montecreto, vera e propria fonte di sostentamento in passato quando gli abitanti dell’Appennino facevano molto affidamento su tutti i prodotti che potevano essere ricavati dalla castagne e dalla loro farina.

I nostri tre castagni danno ognuno un tipo diverso di frutti, da quelli più prelibati, adatti ad essere cotti al camino, a quelli che invece sono adatti ad essere bolliti.

Se ci seguite sulla nostra pagina Facebook sicuramente sapete a cosa ci riferiamo quando parliamo dei nostri castagni e avrete avuto modo di vedere tutte le fasi della raccolta e poi essicazione delle castagne!

 

 

 

 

7- Le sequoie di Lotta

 

Sequoia dal basso

 

Le sequoie di Lotta hanno una storia tutta da scoprire e che vi abbiamo già raccontato nel nostro articolo “Un angolo di America in Appennino”.

Sicuramente gli alberi più alti del nostro Appennino!
Vi consigliamo poi di provare ad abbracciarli e vedere in quanti dovreste essere per fare un giro completo del tronco!

 

 

 

 

8- Il faggio lungo il sentiero dei Portatori

 

portatori3

 

Il faggio è un albero caratteristico dell’Appennino e se ne possono trovare alcuni dalle forme più inconsuete.

Tra i tanti abbiamo scelto questo albero posizionato lungo il sentiero dedicato ai “Portatori del Monte Cimone”, gli uomini che partendo da Sestola a piedi carichi di viveri portavano scorte fino alla vetta del Cimone.

Il sentiero può essere imboccato dal Giardino Botanico Esperia; proseguendo in salita, prima dell’arrivo alla località Serrarasa, incontrerete questo faggio con i suoi rami tutti attorcigliati e dalle forme sinuose.

Camminare pensando alle fatiche che venivano fatte una volta da quelli che venivano chiamati gli “Sherpa dell’Appennino” e avendo la possibilità di incontrare certi doni della natura è certamente un’esperienza che vi raccomandiamo!

 

 

 

 

 

9- L’abete lungo la strada per Pian del Falco

 

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Spesso mostriamo Sestola e le sue montagne baciate dal sole o durante le nevicate che lentamente cambiano le caratteristiche dei paesaggi. Più raramente invece mostriamo il nostro territorio quando è colpito da temporali che, seppur affascinanti, rendono difficile e pericoloso camminare lungo i sentieri.

Il fascino dei temporali si manifesta quando dalla finestra si vede un lampo illuminare tutto per poi sentire poco dopo l’abbattersi della saetta.

Capita poi che questa colpisca alcuni alberi, per fortuna non sempre spezzandoli ma lasciando comunque segni ben visibili.

In questo abete che abbiamo scelto, si può vedere il segno della saetta che ha percorso longitudinalmente tutto il tronco ormai più di 10 anni fa.

E’ possibile vederlo facilmente percorrendo la strada vecchia che porta da Sestola a Pian del  Falco. Si trova in uno dei primi tornanti, vicino a panchine per soste pic nic.
Buona ricerca!

 

 

 

10- Il faggio del Cimoncino

 

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L’ultimo albero della nostra selezione è un faggio secolare che, come riporta il cartello, ha almeno 350 anni di età.

L’albero si trova lungo una delle piste che arriva alla seggiovia a 6 posti del Cimoncino e infatti spesso viene ammirato coperto di neve durante le discese con gli sci ai piedi.
Per chi volesse raggiungerlo a piedi vi consigliamo il sentiero che parte dal Lago della Ninfa e, mantenendosi in quota, porta direttamente alle piste del Cimoncino.

 

 

 

 

 

 

 

Ovviamente questa è solo una piccola selezione tra i tanti alberi stupendi e che meriterebbero servizi fotografici.
Se avete altri alberi da consigliarci o a cui siete particolarmente affezionati, fatecelo sapere nei commenti!

La Faggia Grossa di Sestola

Faggia

 

Quando parliamo di camminate in montagna spesso facciamo riferimento ai tanti sentieri che partono direttamente dai piedi del Monte Cimone per attraversare i crinali e le valli che il nostro Appennino offre con i suoi numerosi itinerari.

Molti però sono anche i sentieri che partono direttamente dal paese di Sestola e che danno la possibilità di inoltrarsi nella natura e vivere a pieno la montagna senza dover prendere la macchina o la seggiovia.

Tutti questi sentieri poi hanno particolarità che meritano di essere conosciute.

 

Alcuni hanno la partenza proprio vicino al nostro hotel, come il sentiero di cui vi parliamo in questo articolo: il sentiero n° 8 che partendo da Sestola porta alla ‘Faggia Grossa’ situata poco prima di Pian del Falco.

Sentiero 8 Sestola

Il sentiero parte dall’incrocio tra Via delle Ville e Via Le Gonde, proprio in corrispondenza dell’incrocio con il Tirolo.

Inoltrandosi nel primo tratto, abbastanza in salita, si segue poi sulla sinistra Via Derendinger, strada senza uscita per le macchine che infatti vede al termine l’ingresso del sentiero nel bosco e l’inizio vero e proprio del percorso.

Inizio sentiero

L’ingresso del sentiero nel bosco

 

Come potete apprezzare da questa galleria fotografica, il sentiero sale con un percorso ben segnalato, adatto a camminatori anche non esperti e dà la possibilità di immergersi completamente nella natura, osservando la pineta che viene attraversata in tutta la sua bellezza.

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Sono presenti inoltre alcune zone con panchine di legno per sostare e recuperare energie, o semplicemente per rilassarsi concedendosi un momento di pausa prima di giungere alla radura dove si trova la Faggia Grossa.

Panchine nel bosco

 

Il sentiero a un certo punto esce dal bosco e incrocia la strada che porta da Sestola a Pian del Falco.

Questa deve essere attraversata e, proseguito il sentiero per pochi metri, potrete arrivare proprio sotto alla Faggia Grossa.

Può capitare prima di arrivarci di trovare dei frutti di bosco lungo la strada, giusta ricompensa per la camminata appena effettuata!

 

 

La Faggia Grossa, che una volta svettava da sola in tutto il suo splendore, è un faggio secolare caratteristico per la conformazione del tronco che si divide per poi unirsi nuovamente, come potete vedere nelle foto che abbiamo scattato.

 

 

 

 

Il sentiero n. 8 prosegue poi il suo itinerario e dà la possibilità di effettuare un anello, scegliendo la via che si preferisce per il ritorno a Sestola.

 

Arrivati infatti all’incrocio con la strada che vi mostriamo nella foto qui sotto è possibile proseguire lungo la carreggiata per 200 metri e arrivare a Pian del Falco.

Da lì vi sono diversi sentieri che portano a Sestola o in alternativa si può percorrere la strada vecchia, chiusa durante l’Estate al transito dei veicoli a motore.

I tempi di percorrenza sono di 1 ora e 30 per la salita e di 1 ora per la discesa fino al paese, con  un dislivello complessivo di 345 metri.

 

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Non resta che augurarvi una buona camminata e di godervi ciò che la natura è riuscita a creare e a regalarci!

Un piccolo angolo di America in Appennino!

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Molte sono le storie che riguardano il nostro Appennino, e tante sono quelle che hanno a che vedere con le frazioni.

Quando infatti si parla dei paesi più grandi, come Sestola, Fanano e Montecreto, ci si riferisce anche alle tante frazioni che ne fanno parte, ciascuna riconducibile a un Comune e tutte ricche di storie e luoghi interessanti.

Meritano perciò di essere visitate e conosciute più a fondo.
Il titolo di questo articolo deriva proprio da una storia che caratterizza una frazione di Fanano chiamata Lotta.lotta
Accadde infatti ai primi del ‘900 che la famiglia Perfetti, famiglia fananese proprietaria ai tempi di una grande casa a corte chiusa a Lotta, fece arrivare dall’America delle sequoie giganti e le fece piantare intorno alla propria casa.

 

Ancora oggi queste meravigliose piante possono essere ammirate, come potete vedere nelle foto che vi mostriamo qui sotto, arrivando fin sotto ai grandi tronchi, tanto da poter provare ad abbracciarli per vedere quante persone occorrono per completare un giro.

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L’usanza di far arrivare alberi “insoliti” per la vegetazione locale non fu solo della famiglia fananese: un precedente si ebbe a Pavullo nel Frignano dove infatti si può trovare, all’interno del Parco Ducale, una serie di sequoie e tuie giganti che formano quella che viene definita (erroneamente) pineta e dove in tanti vanno a rilassarsi durante l’Estate e a cercare refrigerio.

 

 

Sembra incredibile percorrere poche centinaia di metri in macchina da Fanano e ritrovarsi circondati da alberi enormi, quasi ci si trovasse in uno dei grandi parchi americani.
Immaginiamo poi l’emozione e la curiosità degli abitanti del nostro Appennino dei primi del ‘900 quando videro arrivare questi alberi dall’altra parte dell’Oceano e che avrebbero formato quello che ancora oggi è un piccolo angolo di America dietro casa!

 

La frazione di Lotta poi merita di essere visitata non solo per le sequoie.
Sorge infatti poco prima di imboccare la strada che porta agli alberi, una chiesa dalla storia molto particolare.

L’oratorio che si incontra fu eretto nel 1603 ed è dedicato a sant’Anna.

Pochi anni prima una frana aveva devastato l’intero paese, lasciando indenne solo un faggio a cui era attaccata una madonna votiva, e si decise perciò di edificare un oratorio.

 

 

La costruzione seicentesca è ancora ben intatta e si inserisce in quell’elenco di chiese sparse lungo tutto l’Appennino che catturano l’attenzione di molti turisti, vere e proprie ricchezze che abbiamo ereditato dal passato.

Da segnalare a Lotta anche la presenza del campo da calcio comunale che viene utilizzato dalle squadre che fanno il loro ritiro a Fanano.

Campo da calcio

 

Chiesa di Santa Margherita

La chiesa di Santa Margherita a Lotta

Santa Margherita

Insomma se venite in Appennino fatevi raccontare queste storie, andate alla ricerca dei tanti luoghi magici che nascondono storie come queste e che aspettano solo di essere scoperti.

Concerto all’alba al Castello di Sestola!

Concerto all'alba Sestola

 

Mancano pochi giorni al primo Concerto all’alba al Castello di Sestola dell’Estate 2016.
Le date per quest’imperdibile appuntamento infatti sono il 19 Luglio e il 13 Agosto.

Abbiamo pensato di scrivere questo articolo per rivivere le emozioni e raccogliere le immagini della prima edizione che si è svolta nel 2015.Concerto all'alba

Sono tanti i motivi per cui vale la pena puntare la sveglia, alzarsi quando ancora gli uccellini devono cominciare a cantare e incamminarsi verso il Castello (o aspettare il passaggio del trenino per l’occasione).

 

Speriamo quest’anno di veder partecipare a questo evento chi lo scorso anno ha ceduto alle grinfie di Morfeo, per poi pentirsene sentendo i racconti e le testimonianze degli oltre 200 presenti e vedendo le immagini e i video.

StradelloE’ difficile raccontare l’atmosfera che circonda l’intero concerto, a partire dal momento in cui si percorre il sentiero che porta al parco delimitato e illuminato solo dalle candele, per poi più tardi distogliere un attimo lo sguardo e vedere il sole che pian piano si alza e comincia a sbucare come una palla infuocata in mezzo agli alberi e, infine, sentire il canto degli uccellini che segue le note dei musicisti in perfetta armonia.

I concerti di Luglio e Agosto, come lo scorso anno, si terranno nella bellissima cornice del Parco della Covetta, una parte del parco del Castello di Sestola che è stata recentemente recuperata da volontari e che grazie ad eventi quali i concerti può essere valorizzata, ma che merita di essere visitata  anche al di fuori di queste occasioni durante l’intero corso dell’anno.

Il prato che vedete nelle foto, in cui si terranno i prossimi concerti, si può raggiungere in due modi, dalla pineta del Castello se arrivate dalla salita principale (Via Governatori del Frignano, quella più ripida che parte dal campanile), o superando il percorso Vita, con attrezzi e panche per esercizi fisici, se arrivate dalla strada che sale dietro alla rocca (Via Rocca che parte dal rione dell’Albaghiccia).

 

Per la prima edizione 2015 le musiche che hanno accompagnato il sorgere del sole sono state quelle del Saxharp Duo, di Giovanni Contri (sestolese doc) e Alice Caradente.
Una selezione di brani famosi e di colonne sonore che hanno creato un clima veramente magico, come  potete anche apprezzare vedendo il video qui sotto del brano la “Vie en rose”.

L’emozione lo scorso anno è stata forte anche per noi, che abbiamo contribuito in prima persona all’organizzazione del concerto, dovuta in particolare al fatto che era il primo evento del genere a Sestola e nessuno sapeva quanta gente sarebbe arrivata ad ascoltare il concerto.
Vedere il prato con più di 200 persone sedute ad ascoltare il concerto è stato veramente indimenticabile!

Il concerto anche quest’anno è organizzato da Cimoneholidays (Consorzio degli Albergatori del Cimone), dalla Scuola Italiana Sci Sestola e dall’Associazione Culturale E’Scamadul.

Come potete vedere nella locandina dell’evento il 19 Luglio, dalle ore 5 e 30, suoneranno l’Alchimia Duo d’arpe, mentre il 13 Agosto, dalle ore 6:00, suonerà il quartetto Saxofollia. Cliccando su entrambi i nomi degli artisti sarete reindirizzati ai loro siti dove potrete leggere le loro biografie e ascoltare alcuni dei loro pezzi! Locandina Concerto alba

Al termine del concerto anche quest’anno verrà offerta la colazione a tutti i presenti, per completare al meglio un risveglio che sicuramente sarà indimenticabile!

Vi aspettiamo al Castello!

 

Per i più ‘social’ potete rimanere aggiornati sul concerto nell’apposito evento Facebook cliccando qui!

Cronache dal Giro d’Italia a Sestola

giro d'italia sotto il tirolo

Il passaggio del Giro sotto al Tirolo.

Dopo averlo atteso a lungo finalmente il 17 Maggio 2016 il Giro d’Italia ha fatto tappa a Sestola!

Tutto il paese si è colorato di rosa per accogliere al meglio i ciclisti e il risultato finale è stato uno spettacolo unico!
Anche il Castello di Sestola ha contribuito con due lunghi drappi rosa che scendevano dalle finestre e un mini dirigibile rosa attaccato alla torre e che di notte era illuminato (come potete vedere nelle foto che abbiamo scattato e che vi mostriamo qui sotto).

 

Sestola si è riempita di appassionati di ciclismo che hanno affollato le vie del paese.

In molti hanno percorso con le loro biciclette il percorso ufficiale del Giro passando anche sotto al Tirolo e imboccando poi Via Pian del Falco con l’inizio della salita più impegnativa della tappa.

 

Tra gli aspetti più curiosi del passaggio del Giro sicuramente c’è il passaggio della “Carovana“. Prima del passaggio dei ciclisti infatti si assiste al passaggio delle macchine degli sponsor e degli addetti ai lavori, tutte con musica e sicuramente “insolite”.
Se volete potete guardare il passaggio della carovana nel video girato dallo Iat di Sestola a questo link.

Ecco invece il video che abbiamo girato noi del Giro sotto al Tirolo e successivamente in una delle curve più impegnative, con il passaggio da via delle Ville a via Pian del Falco e la curva praticamente a gomito!

 

La tappa di Sestola è stata vinta dall’esordiente Giulio Ciccone, abruzzese di 21 anni, che è arrivato in volata indisturbato al traguardo posizionato sotto Piazza Passerini.
La prima vittoria di una tappa del Giro d’Italia che sicuramente gli lascerà Sestola nel cuore!

L’Hotel Tirolo a #EmiliaRomagnaLab

#EmiliaRomagnaLab

 

Il 10 Maggio si è tenuto presso il Palacongressi di Rimini il Forum del turismo #EmiliaRomagnaLab.

Nove i tavoli di lavoro con tematiche importanti per la nostra Regione quali la comunicazione, l’enogastronomia, la Motor Valley, la wellness valley, l’e-commerce, il Mice (turismo congressuale e di lavoro), il mare e l’entroterra, la cultura, il DigitalPr e le strategie digitali.

Proprio a quest’ultimo tavolo abbiamo ricevuto con enorme piacere l’invito a partecipare e a discutere del ruolo ricoperto dai nuovi mezzi di comunicazione per la promozione della Regione.

E’ stato riconosciuto infatti il lavoro che dal 2011 svolgiamo sui social network, inizialmente Facebook e successivamente anche Instagram e Twitter, per promuovere e far conoscere, non solo il nostro albergo, la storia e i servizi che offriamo, ma anche il territorio che ci circonda e le infinite possibilità che offre per chi desidera trascorrere una vacanza in Appennino, alla ricerca del relax ma anche delle tante attività che possono essere svolte.

Il tavolo di lavoro a cui abbiamo partecipato, coordinato da Giovanni Arata, social media strategist di TurismoEr, ha visto la partecipazione, oltre che della nostra struttura, di grandi realtà del mondo della comunicazione e delle eccellenze emiliane.

Erano infatti presenti:
Ducati Motori, storica casa motociclistica emiliana con sede a Borgo Panigale; 

BolognaWelcome: portale di promozione turistica di Bologna e della Città Metropolitana a livello nazionale e internazionale;

IgersEmiliaRomagna: sezione emiliana della più grande community italiana di appassionati di fotografia utilizzano Instagram e le fotografie per mostrare ogni aspetto della nostra regione;

iAmbassador, portale di riferimento per travel bloggers e operatori turistici a livello mondiale;

Tirol Werbung: portale di promozione turistica del Tirolo austriaco, presente come case study e per illustrare gli strumenti adottati per la ricezione turistica online.

Oltre a questi anche alcuni rappresentanti di istituzioni quali IBC Mibact.

I lavori della giornata prevedevano tavoli di lavoro la mattina e un’assemblea plenaria durante il pomeriggio, con gli interventi di ciascun relatore che sintetizzasse il frutto del lavoro svolto durante la mattinata.

Ciò che è emerso dal tavolo a cui abbiamo partecipato è l’importanza, non solo per le strutture ricettive e per le attività ma anche e soprattutto per gli enti pubblici, di trasferire anche su internet una delle caratteristiche dell’Emilia Romagna e dei suoi operatori turistici: l’ospitalità.

Ricreando anche online, attraverso fotografie, video e altri ricordi, la stessa atmosfera che i turisti, nel nostro caso dell’Appennino, vivranno quando saranno fisicamente a Sestola a godersi le loro vacanze.

Qui sotto trovate il link all’intervento di Giovanni Arata che racconta il tavolo sulle DigitalPr.

Il forum del turismo è l’iniziativa più importante a livello regionale per lo studio e l’analisi della domanda turistica e per comprendere in quale direzione convogliare gli sforzi e come affrontare al meglio le sfide per il turismo in futuro.

Nel corso dell’assemblea pomeridiana oltre ai relatori di ciascun tavolo sono intervenuti anche il Ministro del Mibact Dario Franceschini ed il Presidente della nostra regione Stefano Bonacini, entrambi a sottolineare la ricchezza della nostra Regione.

L’Emilia Romagna infatti solo per quanto riguarda il tema alimentare è terra piena di eccellenze, unica in tutta Europa ad avere 43 prodotti Dop e Igp (come dimostra l’immagine qui sotto).

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[Grazie per l’immagine a http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/]

Anche Evelina Christillin, Presidente di ENIT, ha ricordato ciò che gli emiliano romagnoli conoscono bene, ossia di come nella nostra Regione “ci sia tutto, dal mare alla montagna e alle città d’arte. Per non parlare del cibo”.

Per quanto riguarda le ricchezze e le varietà culinarie tipiche della nostra regione occorre citare anche le specialità del nostro Appennino, dove è sufficiente spostarsi di qualche chilometro, da Sestola a Fanano, per trovare una ricetta lievemente diversa per le crescentine (che vengono chiamate fogacine), i berlenghi che sono diversi dai borlenghi che si mangiano a Vignola (e non solo per una lettera!), gli zampanelli, i ciacci e via dicendo  per tantissimi prodotti legati alla tradizione montanara.

Il cuore dell’Emilia  è inoltre ricco  di marchi conosciuti in tutto il mondo e lo stesso Presidente di Regione ha ricordato come all’estero non occorra spiegare di preciso dove si trovi l’Emilia Romagna ma è sufficiente “citare la Ferrari, la Ducati, la Lamborghini, il Parmigiano Reggiano e tanti altri” per caratterizzare l’importanza della nostra regione.

Oltre agli interventi istituzionali abbiamo potuto seguire gli interventi di alcuni ospiti del Forum, tra i quali sono stati particolarmente interessanti quelli di Bas Lemmens, cofondatore di Booking.com e attuale CEO di Roomlr.com e Antonio Ghini di Motor Valley Development.

Possiamo dire di aver trascorso una giornata ricca di spunti per il futuro, consapevoli della necessità di poter fare ancora di più per il nostro Appennino e con l’intento di far scoprire a sempre più persone quanto ha da offrire!
Usciti dal Palacongressi il cielo ci ha regalato un bellissimo tramonto, segno di buon auspicio!

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Il Giro d’Italia 2016 a Sestola!

Il Giro d’Italia torna a Sestola a soli due anni di distanza dall’ultima volta!

Giro d'italia a Sestola
L’appuntamento è fissato per il 17 Maggio 2016 e vedrà la partenza di tappa da Campi Bisenzio in Toscana e l’arrivo in centro a Sestola (più sotto spieghiamo nel dettaglio il percorso lungo le vie del paese).

 

Le scorse edizioni

Non è tuttavia la prima volta che il Giro fa capolino a Sestola!
La prima volta in assoluto è stata il 30 Maggio 1971, per la 53^ edizione del Giro, che al termine sarà poi vinto dallo svedese Gösta Pettersson
Era la decima tappa del Giro, lunga 123 km, e fu vinta dallo spagnolo Josè Manuel Fuentes che vinse in volata arrivando a Pian del Falco, come si può vedere anche dal video che abbiamo caricato qui sotto.


L’arrivo del Giro naturalmente portò grande entusiasmo e l’emozione di vedere trasmesse in televisione le strade percorse ogni giorno e conosciute a memoria, per poi affacciarsi alla finestra e veder salire a grandissima velocità i ciclisti!

Più di recente il giro è passato per Sestola il 18 Maggio 2014 durante la 97^ edizione del Giro d’Italia e la tappa, che è arrivata a Passo del Lupo dopo la partenza da Lugo, è stata vinta dall’olandese Pieter Weening.

 

Il percorso del 2016

Quest’anno invece l’arrivo non sarà a Passo del Lupo o Pian del Falco ma direttamente a Sestola!
Vediamo nello specifico le strade che verranno percorse durante il passaggio per Sestola, in modo che gli appassionati possano scegliere in anticipo anche da che curva seguire il Giro.

Altimetria tappa Campi Bisenzio-Sestola
Il gruppo di cliclisti arriverà da Montecreto incontrando quindi per prima la Seggiovia del paese e percorrendo Corso Umberto I nel senso opposto di marcia.

Dopo aver percorso tutto il centro di Sestola arriverà alla curva dove c’è l’incrocio con la strada che porta agli impianti e svolterà a destra imboccando Via delle Ville, anche in questo caso nel senso contrario a quello di marcia. In questo tratto tutto il gruppo passerà proprio sotto il Tirolo! Chissà se finiremo inquadrati in televisione…sicuramente filmeremo il passaggio per testimoniarlo!
Via delle Ville poi sarà percorsa fino alla caserma dell’Aeronautica dove si svolta a sinistra per imboccare la strada vecchia immersa nel bosco che porta a Pian del Falco.

Arrivati a Pian del Falco i ciclisti non saliranno fino a Passo del Lupo come nel 2014 ma scenderanno verso Sestola e imboccheranno la strada di Ca’ Frati, strada molto stretta e conosciuta per essere anche una scorciatoia per chi desidera andare a Fanano, passando in mezzo a paesaggi incantevoli.
Dopo Fanano inizia l’ultima salita della tappa che farà percorrere la strada più dolce che porta a Sestola, quella in cui si passa a fianco del campo di Golf del Monte Cimone. Dopo la rotonda di Poggioraso inizierà l’ultimo tratto con la Circonvallazione di Sestola e l’arrivo nel piazzale del Palazzetto dello Sport di Sestola!

Insomma, se vi troverete a Sestola dovete solo decidere da quale angolatura vodete godervi l’arrivo del Giro d’Italia!